I ricordi di Paola, nipote della grande Mariangela Melato e store manager a Monte Carlo

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Lavora nel Principato di Monaco Paola, nipote di Mariangela Melato, attrice italiana scomparsa nel 2013. Donna di spettacolo eclettica che ha calcato le scene teatrali, cinematografiche e televisive, con personaggi come Dario Fo, Luchino Visconti e lavorato con registi come Pupi Avati e Lina Wertmüller. A lei si devono ruoli e personaggi femminili indimenticabili come quello recitato nella commedia di Eduardo de Filippo Filumena Marturano”, nell’“Orestea” teatrale di Luca Ronconi, in “Oggetti smarriti” di Giuseppe Bertolucci, in Mimì metallurgico ferito nell’onore” e in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”.

Abbiamo rivolto, essendo trascorsi oramai quattro anni dalla scomparsa dell’attrice, qualche domanda a Paola Melato, figlia del fratello Ermanno e store manager nella boutique Stuart Weitzman al Metropole Shopping Center di Monte Carlo, ma anche appassionata di canto e spesso impegnata in serate musicali.

Nella foto, da sinistra: Paola e Mariangela Melato.

Paola cosa ti viene in mente più spesso della zia Mariangela?

Mi vengono in mente cose di quando ero bambina. Ogni volta che veniva a trovarmi a Milano mi portava qualcosa. Non regali importanti ma gadget, che mi dimostravano il pensiero che aveva per me. Il primo walkman me lo regalò proprio la zia Mariangela quando avevo 12-13 anni. Era stata in America e ricordo benissimo che era dentro ad un astuccio di pelle blu.

C’era sintonia fra voi?

Si, questa è una cosa di cui mi sono resa conto soprattutto adesso, era protettiva con me, anche se poi era sempre sulle scene. Ed io amavo ed ero attratta da questo suo fascino dettato, oltre che dalla bellezza, dalla personalità, da un certo modo di non essere diva. Era un’anti diva, una donna molto forte. Di lei era molto conosciuto il personaggio ma non ha mai voluto far sapere molto di sé.

L’apprezzavi anche come attrice, ne eri orgogliosa?

Molto. Ricordo quando andai ad un suo spettacolo teatrale per poterla salutare, mi presentò a Pupi Avati. Ricordo ancora quando a 24 anni andai a vederla ad una rappresentazione teatrale a Modena e lei mi abbracciava e baciava di fronte a tutti ed io pensavo con orgoglio “avete visto? Questa è la mia zia!”.

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