Melina Pedalina: storie di donne che vanno per mare

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Borghi marinari, tradizioni antiche, scorci e coste suggestive descritte in ogni sfumatura dagli scrittori e dai pittori più celebri del passato. La vita scandita dai colori e dagli umori del mare.

Quello di andare per mare, come pescatori, come naviganti è sempre stato fin dai tempi antichi uno sbocco per chi nasce in Liguria. Mestieri un tempo esclusivamente maschili che oggi invece diventano anche appannaggio delle donne. I dati degli ultimi anni registrano infatti un aumento delle donne ufficiali di bordo ed in generale delle esponenti del gentil sesso che decidono di imbarcarsi, impiegate per quanto riguarda le navi da crociera ed i traghetti, soprattutto nella sezione alberghiera.

Per questo abbiamo scelto di dedicare oggi la nostra pagina “Successi al Femminile” a Melina Pedalina, ligure, di Ventimiglia, che ha frequentato Economia Aziendale ad Imperia, il corso di Economia e management marittimo e portuale a Genova, e da pochissimo si è imbarcata sulle navi della Compagnia di navigazione Grimaldi Lines nel tragitto Genova-Barcellona-Tangeri-Genova.

Melina cosa prova una giovane ligure, che fino a ieri sosteneva gli esami all’università come tutti gli studenti, a vivere di porto in porto?

Prova una sensazione bellissima. Intorno vedi solo il mare. E poi impari a vivere a bordo, in un ambiente comunque delimitato, con 60/70 persone di equipaggio con cui ti rapporti. Passi gran parte della tua giornata in mezzo al mare, quindi devi essere mentalmente tranquilla e per 4 mesi avrai una famiglia molto ampia. Impari il rispetto per le gerarchie, e che l’ordine del comandante non si discute. Inoltre siamo addestrati ad ogni evenienza e quando indossi la divisa sei consapevole che per la prima volta rappresenti la società per cui lavori: è una responsabilità ed una soddisfazione nello stesso tempo.

E la terra ferma? Cosa ti manca, oltre alla famiglia, di Ventimiglia nei mesi che trascorri tra il mare e gli sbarchi in porto?

Mi manca quello che ho sempre apprezzato della mia città: le tradizioni, la cultura di cui è imperniata, gli antichi mestieri. E’ una città con attrattive anche a livello gastronomico, che ha un gioiello come i Giardini botanici Hanbury oltre ad avere una posizione strategica per via della vicinanza con la Francia ed il Principato di Monaco, che adesso con il progetto di rifacimento e gestione del porto di Ventimiglia diventa ancora più vicino.

Quale importanza pensi rivesta per la tua città, ed anche per le prospettive dei giovani che aspirano a fare del mare un’occupazione, la realizzazione del nuovo porto con 171 posti barca, che vede la Società di Gestione dei Porti di Monaco, come concessionaria dell’area?

Penso abbia una grande importanza anche a livello occupazionale oltre che per il rilancio della città, soprattutto se sarà accompagnata ad una riqualificazione di determinate zone. Ventimiglia diventerebbe l’ultimo porto d’Italia, con mega yacht, manutenzione e personale locale anche di alto livello. Un porto economicamente strategico perché attraversi il confine e sei in Francia e poco più in là a Monaco. Secondo me, se tutto procede come previsto, sarà la svolta per Ventimiglia.


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