I Grimaldi e L’Arte della Tavola

La ricetta del "Gâteau Monte Carlo", risalente al regno di Charles III, dal libro «Palais de Monaco à la table des Princes» testo di Véronique André, fotografie di Donald van der Putten, ricette di Christian Garcia.

di Angela Valenti Durazzo Dal Filet mignon de veau et son farotto de truffe blanche servito sulla tavola seicentesca di Honoré II al Filet de bœuf Joséphine au cidre assaporato nel diciottesimo secolo da Jacques I. E poi pasti che hanno segnato eventi storici a Palazzo come l’incoronazione di Ranieri III, il 12 aprile 1950, il ricevimento per Nelson Mandela, il 1 settembre 2007, con il dessert Star of Africa (un diamante di cioccolato bianco posto su un piedistallo di sorbetto al lampone) o il brunch di nozze di Alberto e Charlene, il 3 luglio 2011 con Langouste d’Afrique du Sud en Potjiekos, in onore della principessa.

L’arte della tavola ha accompagnato nei secoli i fasti di nobili e regnanti. A raccontarci la storia della cucina di casa Grimaldi, i «peccati di gola» dei sovrani del passato e le odierne pietanze è soprattutto il volume «Palais de Monaco à la table des Princes» (Hachette livre, Paris 2013) con i testi di Véronique André, le fotografie di Donald van der Putten e le ricette del Capo delle cucine del Palazzo, Christian Garcia. Una pubblicazione che entra negli eventi della famiglia Grimaldi di Monaco e raccoglie e fotografa alcuni “gioielli” culinari recenti e del passato.

«I Principi di Monaco sono sempre stati attenti all’arte di ricevere – spiega nella prefazione il Principe Alberto II – al di là del protocollo, la condivisione di un pasto resta un momento caloroso e conviviale nel corso del quale si creano legami immutabili. Una tavola invitante, piatti armoniosi e sapori squisiti sono tutte qualità che hanno forgiato la tradizione del Principato».

Gli archivi del Palazzo conservano la memoria di raffinati banchetti degli antenati del Sovrano come quelli di Honoré II. I gusti dell’epoca erano orientati prevalentemente sulla carne. Ma le carni, il grano, la frutta ed i vini, provenienti da Nizza, Mentone e zone limitrofe fanno comprendere la priorità che veniva data, già allora, ai «produits de proximité», anticipando le moderne tendenze in tema di mangiare sano, ed alla fedeltà nella scelta dei fornitori e trasportatori, che si sono succeduti spesso di padre in figlio.

Ma tornando al passato e all’arte della tavola una citazione la meritano alcune ricette davvero degne di passare alla storia contenute illustrate nel libro  Véronique André (e nelle fotografie ). Tra queste vi è il Gâteau Monte Carlo delizia alle nocciole e mandorle risalente al regno del Principe Charles III (diciannovesimo secolo) presentata in versione odierna con il monogramma di Alberto e Charlene in rilievo (foto sopra).

Un esempio di arte pasticcera è anche il Macaron monégasque à la framboise, dolce, con impresso sulla superficie superiore lo stemma Grimaldi.

A ricordare gli antichi legami del casato con Genova il Pain de Gênes alle fragole di bosco, gioiello per il palato e la vista. La storia si incrocia, dunque con il gusto.

Infine vi sono le ricette dei «piatti che la famiglia predilige»: Macaronis à la Grimaldi, Mousse de langoustines, Rouget de Méditerranée au jus de poissons de roche, Rose Princesse Grace (amande-litchi), Rosace de Légumes de Provence confits, Saint-pierre a l’ail et au quinoa, Quatre-quarts au citron de Menton, nei quali gli antichi ingredienti e le moderne tendenze alimentari si fondono, per esempio l’utilizzo della quinoa (alimento ricco di proteine vegetali e fibre) e rendono anche la tavola elemento di celebrazione familiare.

tratto da Monaco Imprese n° 29 – 2015

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