La Poesia diventa “socialmente utile” con Silvio Magnolo ed il suo manipolo di umanisti liguri.

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La poesia scende dal palco e si sposa con la valorizzazione del territorio. Applica la capacità di evocare armonie, sensazioni, emozioni alla vita quotidiana e concreta, non sempre fatta di scenari e paesaggi aulici, tanto cari a chi crea versi, ma anche di angoli dimenticati e talvolta degradati.

Una poesia “socialmente utile”, dunque, o forse “sostenibile”. Certamente una poesia concreta che ha ispirato Silvio Magnolo, scrittore genovese (già tra i cofondatori dell’esperienza di redazione poetica “Fischi di carta”) nella creazione del gruppo “Poesia Reale”.

Il nostro intento – spiega – è quello di dare vita ad una poesia socialmente utile che coniughi ambiente e creatività. Ovvero, nella pratica, in una prima fase ci rechiamo in un luogo trascurato e lo ripuliamo togliendo erbacce, spazzatura e riappropriandoci di una parte del territorio che era diventata un “non territorio”. Nella seconda fase applichiamo in quel posto le nostre conoscenze letterarie ed umanistiche, facendolo rivivere, creando un’atmosfera poetica e mettendo a disposizione le nostre competenze”.

Silvio Magnolo, fondatore di “Poesia Reale”

Viviamo in un’epoca in cui l’arte abbandona spesso le sedi tradizionali per scendere per strada ed assumere una funzione sociale e di valorizzazione dei luoghi. La Street art, nel campo della pittura, ne è un esempio.

Ma in concreto come si manifesta l’azione di “Poesia Reale”? “Nel ponente genovese – spiega ancora Magnolo, che nel 2014 ha realizzato al XX Festival Internazionale della Poesia di Genova un progetto originale di labirinto poetico-interattivo in collaborazione con L. E. Sardelli e “Fischi di carta” – abbiamo ripulito un’area del sottoponte dove c’erano transenne, pezzi di ferro, lattine, cose abbandonate. Al termine abbiamo sistemato una bacheca dove chiunque volesse poteva approcciarsi al territorio scrivendo un verso (vedi foto sopra). E là ci ritroviamo, ci raccontiamo le nostre esperienze e facciamo qualcosa di concreto contro la crisi di valori, sensibilità, arte, ambiente. Il messaggio è: ‘tornate nel vostro territorio e imparate a conoscerlo’ ed oltre a questo: ‘smettetela di gettare cartacce e deturpare le opere d’arte’. Le cose belle, come la stessa poesia insegna, vanno preservate”.

La prossima “tappa” dei poeti che hanno a cuore il territorio sarà a Pegli, un altro quartiere del ponente di Genova. Ma questa esperienza è applicabile ovunque in Liguria ed altrove, tengono a precisare i giovani umanisti. Gli abitanti delle zone interessate, infatti, hanno mostrato di apprezzare questa idea. “La gente è positiva – precisa il poeta ligure – innanzitutto perché vede movimento in luoghi degradati, e poi perché le persone si incuriosiscono ed intervengono a parlare e criticare. Proprio questo approccio sociologico concreto è motore fondante di Poesia Reale.

Le liriche, spesso considerate come esercizio di belle parole distante dalle esigenze della gente comune, si prefiggono di acquistare una nuova dimensione. Ma quel è in generale lo stato e l’apprezzamento della poesia oggi, nell’epoca dominata da internet e da nuove modalità sociali e di comunicazione?

La poesia sta andando oggi verso il classicismo – spiega ancora Magnolo – vi è in un certo senso un ritorno alla banalità del dire, un adeguamento pop, poiché forse prima, in alcuni casi, era troppo involuta”.

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