Dina Kotelnikova Raimondi: Trenta Anni fa a Genova da San Pietroburgo

Dina Kotelnikova Raimondi: Trenta Anni fa a Genova da San Pietroburgo

Nata a Baykonour in Kazakistan, dove i genitori si erano trasferiti per lavoro e poi tornata a San Pietroburgo, festeggia quest’anno i trent’anni a Genova. La Liguria e la Costa Azzurra le ha conosciute fin da giovanissima, nelle pagine del Dottor Zivago, Il profumo dei fiori, persistente e come smarrito nell’aria, era inchiodato dall’afa sulle aiuole. Come tutto gli ricordava Antibes e Bordighera!”, riporta il celebre libro di Boris Pasternak  (1957). 

Abbiamo chiesto a Dina Kotelnikova Raimondi, personaggio femminile che ben si adatta al nostro “blog en rose”, di raccontarci le sue esperienze in questi trenta anni a Genova e in Liguria.

Laureata in Economia Politica presso l’Università Statale di San Pietroburgo, sposata a Genova con un grossista con il quale ha un figlio, Stefano, Dina Kotelnikova è insegnante di lingua e cultura russa al liceo linguistico e all’Università di Genova ed interprete simultanea e traduttrice. É inoltre stata nominata Ambasciatrice di Genova nel Mondo nel 2018. 

Dina Kotelnikova Raimondi: Trenta Anni fa a Genova da San Pietroburgo
Nella foto Dina Kotelnikova con accanto una giovane in abito tradizionale, Ft © D.K.

Dina come ricordi il tuo arrivo a Genova da San Pietroburgo?

Sono arrivata il 15 agosto del 1989. L’impressione che ho avuto subito è che Genova fosse bellissima. Anche se allora non c’era il Porto antico, la metro ed il centro storico non era accessibile come oggi. Adesso infatti la città è cambiata, si è aperta. Il mondo si è aperto e Genova non è rimasta indietro. Quel giorno di trent’anni fa mi sono detta che cambiare ed adattarsi a questo Paese era una bella sfida.

Cosa ti ha insegnato trasferirti e vivere in Italia?

Ad interpretare, non giudicare e capire. Trasferirsi ti insegna infatti a comprendere ed interpretare una società. Per questo oltre che bilingue mi sento anche biculturale. Il messaggio che spesso ripeto ai miei alunni è: viaggiate sempre, e in ogni caso fate progetti, iniziate a pensare al viaggio, anche se il prossimo è lontano. Iniziare a sognare è una delle essenze della vita. Inoltre viaggiare ti fa lasciare la tua zona di comfort e aiuta ad immedesimarsi nella cultura dell’altro. 

Hai trovato qualche similitudine tra i genovesi e i tuoi concittadini di San Pietroburgo?

Hanno in comune la tenacia. Inoltre, proprio come noi, i genovesi, sono un popolo di grandi viaggiatori ed esploratori. Quello che mi piace dei liguri è l’orgoglio, l’amore per il lavoro, la cura nel tramandare i prodotti della terra. L’olio di olive taggiasche, per esempio, per me è uno dei simboli dell’amore per il lavoro e della valorizzazione delle risorse. La Liguria è una regione che oramai sento mia, poiché a questo punto ho trascorso più anni qua che nella mia patria. 

Quali consigli dai a chi vuole apprendere il russo?

Il russo è una lingua globale, usata molto spesso nei campi economico, giuridico e del marketing anche al di fuori del Paese. Ma per impararla a fondo ci vuole dedizione e passione.

E la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra, zone storicamente frequentate dall’aristocrazia russa, quale impressione ti hanno fatto?

Il ponente è un territorio interessante sotto il profilo climatico e culturale e ogni volta che ci vado non smetto di stupirmi. Quando ero in Russia ho saputo della bellezza di Bordighera e di Antibes fin dalle prime righe del dottor Zivago. Per noi quella zona tra Italia, Francia e Principato di Monaco è sinonimo di bello ed elegante. Là, inoltre, la comunità russa è molto presente e nel passato da Nizza, Monte Carlo, Sanremo sono passate tutte le teste coronate russe. Oggi il flusso continua rappresentato dalla nuova élite.

Dina, hai un sogno nel cassetto?

Essere capace di interpretare il ruolo di Ambasciatrice di Genova nel Mondo e contribuire ad estendere i contatti fra Genova e la Russia.

Sui rapporti fra Genova e la Costa Azzurra potrebbe interessarti l’intervista all’Assessore al Turismo di Genova Paola Bordilli

Nella foto in alto Dina Kotelnikova Raimondi

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