La Donna del Caviglione ed il suo “Diadema” di Conchiglie al Museo Preistorico dei Balzi Rossi

Museo Preistorico dei Balzi Rossi, la ricostruzione del volto della "Donna del Caviglione" vissuta 24mila anni faLa ricostruzione del volto della "Donna del Caviglione" vissuta 24mila anni fa

Il Museo Preistorico dei Balzi Rossi, situato nel territorio di Ventimiglia, nell’incantevole tratto costiero che confina con la Francia, annuncia le “sorprendenti scoperte archeologiche che hanno dato impulso al riallestimento del percorso di visita”.

La nuova veste del museo – presentata alla stampa  stamane, 6 marzo, alla presenza  del Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano – è stata curata da Antonella Traverso, direttore del museo , progettata e predisposta da Elio Micco e Giuseppina Schmid, con la collaborazione di Almudena Arellano (Musée Régional de la Préhistoire de Menton), Patrizia Buonadonna, Paola Chella, Laura Tomasi, Antonella Segrè (Polo museale della Liguria) e Nora Gallia.

Museo preistorico dei Balzi Rossi, Il sindaco Ioculano e alcuni dei presenti all'inaugurazione del riallestimento, di fronte alla Donna del Caviglione

Il sindaco Ioculano e alcuni dei presenti all’inaugurazione del riallestimento del museo, di fronte alla Donna del Caviglione

Ingresso gratuito l’8 marzo per le donne

Giovedì 8 marzo è prevista l’inaugurazione. Dalle 15 sarà invece possibile per il pubblico visitare il riallestimento del Museo preistorico dei Balzi Rossi, la cui storia prende avvio nel diciannovesimo secolo “quando alcuni lavori di cava portarono alla scoperta di reperti preistorici di eccezionale interesse, come la famosa triplice sepoltura, tanto da spingere il mecenate inglese Sir Thomas Hanbury a far costruire nel 1898 un museo”.

Su Thomas Hanbury a Ventimiglia si veda: https://monacoitaliamagazine.net/ventimiglia-ciclo-di-conferenze-thomas-hanbury-150-anni-arrivo-in-riviera

L’8 marzo sono previste visite guidate gratuite alle ore 15, 16, 17, 18 e l’ingresso gratuito per le signore in occasione delle Giornata Internazionale delle donne.

Coincide proprio con la festa della donna, dunque, la possibilità per il pubblico di visitare i nuovi materiali dedicati alla Donna del Caviglione – sino ad oggi erroneamente considerata Uomo di Mentone.

I materiali donati dal professor Henry De Lumley dell’Institut de Paléontologie Humaine di Parigi – si legge sul comunicato – sono in particolare: tre modelli in scala 1:1 tra cui una ricostruzione del volto della Donna del Caviglione ed un’intera sala è dedicata alla ricostruzione dello scheletro di un giovane elefante contemporaneo all’Uomo di Neanderthal”.

“L’esemplare venne probabilmente spinto in una buca – si legge ancora – e così catturato, venne mangiato dalla popolazione dei Balzi”.

Museo preistorico dei Balzi Rossi: uno dei siti più noti d’Europa

Il Cavallo della Grotta Del Caviglione, immagine simbolo del Museo Preistorico dei Balzi Rossi (Ventimiglia)

Il Cavallo della Grotta Del Caviglione, immagine simbolo del Museo

Un’occasione in più, dunque, per visitare un’importante zona archeologica ed una delle attrattive storiche della Liguria. I Balzi Rossi “comprendono una serie di grotte (“Bausi” ossia “buchi” in dialetto, trasformato in italiano in “Balzi”) che si aprono ai piedi di una parete rocciosa di calcare dolomitico. Questo luogo ha assistito a numerose variazioni del livello del mare che 100.000 anni fa era 120 metri più basso rispetto ad oggi. La zona dei Balzi è stata frequentata dall’uomo preistorico per un periodo di tempo che va dal Paleolitico inferiore (230.000 anni fa, Homo Heidelbergensis) al Paleolitico superiore (10.000 anni fa, Homo Sapiens): nelle grotte e all’esterno si sono accumulati nel corso dei millenni grandi depositi ricchi di resti faunistici e di manufatti litici, oltre ad importanti sepolture, rinvenuti grazie a secoli di scavi archeologici”.

L’Uomo di Mentone diventa la Donna del Caviglione

Il nuovo allestimento del Museo Preistorico dei Balzi Rossi (Ventimiglia)

Il nuovo allestimento del Museo Preistorico dei Balzi Rossi (Ventimiglia)

La ricostruzione del volto “magnetico” della donna vissuta 24mila anni fa, oggi esposto in una teca e capace di attirare immediatamente gli sguardi e la curiosità di chi entra nel museo, ha una storia lunga e densa di colpi di scena. Si è creduto, infatti, per molto tempo si trattasse di un uomo.

“Il 26 marzo del 1872 gli scavi guidati da Emile Riviere portano infatti alla luce una sepoltura di quello che sino ad oggi era stato chiamato ‘Uomo di Mentone’. La sepoltura viene trasferita a Parigi, dove è conservata presso l’Institut de Paléontologie Humaine. I recenti studi dell’équipe internazionale guidata dal professor Henry del Lumley hanno a sorpresa ribaltato le informazioni sino ad oggi ritenute valide. La sepoltura, caratterizzata da una cuffia formata da conchiglie e denti di cervo (come mostra la foto d’apertura) e un corredo di ossa di cavallo, è quella di una donna di epoca gravettiana (24.000 anni fa), di alta statura. Le indagini scientifiche hanno permesso di scoprire che morì in età avanzata per l’epoca (circa 37 anni); l’ossatura riporta una ferita da difesa e attesta la gestazione di almeno un figlio”.

E nonostante la distanza che ci separa dalla preistoria, la donna che viveva nei Balzi, con il suo ornamento sul capo, ed il braccialetto rinvenuto intorno ad una gamba, sembra mostrare una femminilità che va oltre al tempo.

Per informazioni sul museo si veda:

http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=152234&pagename=157031

Le grotte aperte al pubblico sono: la Grotta di Florestano, la grotta del Caviglione a Nord della ferrovia, la Barma Grande, il Riparo Bombrini. Non visitabili la Barma du Bausu da Ture (distrutta da lavori di cava) a Sud, la grotta del Principe a Nord.

 

 

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