L’Himalaya a Monte Carlo

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Lo sguardo dull' Himalaya del fotografo e monaco tibetano Matthieu Ricard a Montecarlo

Volti celebri e grandi occhi di bambini. Alberi dove sbocciano i fiori di colore rosso intenso e montagne che si stagliano verso il cielo in tutta la loro spiritualità ed immensità. Una delle opere della mostra fotografica del monaco buddista Matthieu Ricard "Un demi-siècle dans l’Himalaya : un hymne à la beauté"

A cogliere la dimensione dell’Himalaya, “tetto del mondo”, eppure luogo intimo negli occhi di chi lo vive,   è il celebre monaco buddista, fotografo, scrittore e fondatore di progetti umanitari, Matthieu Ricard

si veda il sito: http://www.matthieuricard.org/

HIMALAYA “FUGGITIVO ED ETERNO”

E’ possibile ammirare le sue fotografie fino a giovedì 9 novembre 2017, nella mostra, organizzata dalla Direzione degli Affari Culturali di Monaco, “Un demi-siècle dans l’Himalaya : un hymne à la beauté” (Mezzo secolo nell’Himalaya: un inno alla bellezza) nella sala espositiva di Quai Antoine Ier .

E gli scatti di Matthieu Ricard (nella foto sotto durante la visita dell’esposizione con la stampa) sono stati protagonisti negli anni scorsi di numerose mostre fotografiche ed oggetto di articoli su riviste come National Geographic France, Animan, l’Express, Terre Sauvage ed altre. Una delle opere della mostra fotografica del monaco buddista Matthieu Ricard a Monte Carlo "Un demi-siècle dans l’Himalaya : un hymne à la beauté"

LA SPIRITUALITA’ DELLE ALTE CIME TIBETANE

Durante 50 anni passati nell’Himalaya, ho avuto l’immensa fortuna di scoprire la vita quotidiana delle popolazioni – sottolinea l’autore – l’intimità dei monasteri, la vastità, delle alte cime tibetane, la magnificenza delle montagne nepalesi, la serenità della valli del Bhoutan”.

Una serenità che il monaco buddista  rende nei volti e nei gesti dei soggetti scelti per le sue fotografie, tutti ugualmente capaci di comunicare un senso di pace e spiritualità.

Ed infatti il celebre fotografo e scrittore Henri Cartier Bresson, in occasione della prima raccolta di fotografie del monaco, Esprit du Tibet, (Spirito del Tibet) ha scritto:

“La vita spirituale di Matthieu e la sua macchina fotografica sono un tutt’uno. E da lì che sorgono queste immagini fuggitive ed eterne”.

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Il monaco Buddista Matthieu Ricard. Ft.©Charly Gallo Dir. de la Communication

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