Italiane a Monte Carlo: Raffaella Morabito Olivieri, tra Impegno Associativo e Famiglia

Italiane a Monte Carlo: Raffaella Morabito Olivieri tra impegno associativo e famiglia

Raffaella Morabito Olivieri, sposata con Alessandro con il quale ha due figli, Gaia ed Ascanio, è giunta a Monte Carlo nel 1992 da Napoli; è da 13 anni membro dell’Apem, l’Association des Parents d’élèves de Monaco (Associazione dei Genitori degli Studenti di Monaco). Nel 2015 è stata eletta nel Com.it.es di Monaco, il Comitato degli Italiani all’estero presieduto da Ezio Greggio, di cui fanno parte alcuni nostri illustri connazionali nel Principato. Nel Comites fa parte della commissione “Giovani, Cultura ed Affari Sociali”, insieme alla vice-presidente Anna Rita Antonucci Longo.

Le abbiamo rivolto alcune domande, in occasione anche dell’avvicinarsi dell’8 marzo, giorno della festa della donna, sul suo impegno associativo e su questi anni trascorsi nel Principato.

Raffaella Morabito Olivieri, 26 anni a Monaco non sono pochi, ci racconta come ha visto cambiare il Principato?

Ho visto Monaco evolvere in maniera positiva. Con l’anno del boom delle nascite, il 2000, i bambini sono molto aumentati e il Principato è diventato maggiormente uno Stato per famiglie, dove personalmente vivo molto bene. Autobus sotto casa, sicurezza, internazionalità. Qui si trova tutto quello che c’è in una capitale, ma con distanze molto minori. Crescere i figli qua è una fortuna.

E la scuola?

Si dice che la scuola francese sia più competitiva di altre, ma il modello di studio secondo me prepara seriamente gli studenti ad entrare in un mondo per molti aspetti difficile. Si esce inoltre dalla scuola con 3 lingue e con un’apertura adatta alle esigenze di una società sempre più rivolta agli scambi internazionali.

Qual è la sua esperienza all’interno dell’Apem e quindi a contatto con con le giovani generazioni?

L’Associazione dei Genitori degli Studenti, la cui presidente é Celine Lubert, è riuscita nel tempo a portare avanti una serie di iniziative attraverso le commissioni che vengono istituite di anno in anno. Tra queste molto importante è quella sulla refezione scolastica, che si occupa dei menù e dei valori nutrizionali. Attualmente sono responsabile della commissione del Forum de séjour linguistique, che si terrà il prossimo 21 marzo a Monte Carlo, dove una serie di organismi stranieri avranno l’opportunità d’incontrare gli studenti per preparare i soggiorni culturali e linguistici estivi, alla base dei quali c’è l’apprendimento ed il miglioramento della lingua straniera e soprattutto dell’inglese.

Anche nel Comitato degli Italiani all’Estero (I Com.it.es sono organismi rappresentativi della collettività italiana eletti ogni cinque anni dai connazionali residenti all’estero n.d.r.) nel quale è stata eletta nel 2015, si occupa di giovani e cultura oltreché degli Affari sociali

Si, come Comites curo la proiezione di un film in italiano alla scuola François d’Assise – Nicolas Barré. Solitamente lo scegliamo in collaborazione con i professori perché si inserisca nelle loro linee pedagogiche. Quest’anno abbiamo optato con loro per la vita di Giacomo Leopardi (il film di Mario Martone interpretato da Elio Germano) ma in precendenza avevamo scelto Pinocchio, la Gabbianella e il Gatto, ecc. I professori distribuiscono ai ragazzi delle schede di lavoro sul film e dopo la proiezione possono fare delle domande.

E riguardo agli Affari sociali?

In questo campo ci occupiamo di alcune piccole azioni di sostegno attraverso il ricavato della vendita dei biglietti della tombola, per anziani italiani residenti a Monaco. Sono persone che hanno avuto qui il loro percorso di vita e, sebbene aiutate da Monaco, non ce la fanno più a mantenersi completamente. Il Comites d’altronde è impegnato nella solidarietà: una somma di 10.000 euro è stata di recente versata al Comune di Norcia colpito dal terremoto, che si è aggiunta ai 15.000 euro donati in precedenza alla popolazione colpita dal terremoto sempre a Norcia.

E il legame con la propria nazione si allenta col passare degli anni?

Le radici sono forti e lo abbiamo insegnato anche ai figli, sebbene siano nati qua. Quando torniamo in Italia, nelle vacanze, ci sentiamo a casa, ma anche qui in casa parliamo e mangiamo italiano. Sono fiera di essere italiana anche se vivo all’estero. E’ un arricchimento.

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