
di Angela Valenti Durazzo – “Préserver la Méditerranée. Ramoge, un accord pionnier depuis 50 ans” (Preservare il Mediterraneo. Ramoge, un accordo pionieristico da 50 anni) è il titolo della mostra allestita nell’atrio del Ministero di Stato del Principato e inaugurata stamane, venerdi 26 giugno, da S.A.S. il Principe Alberto II, accompagnato da S.A.S. la Principessa Charlene e in presenza del Ministro di Stato Christophe Mirmand e di numerose autorità, tra cui Manuela Ruosi, Ambasciatore d’Italia a Monaco.

Nell’immagine da sinistra il direttore degli Archivi nazionali di Monaco Michaël Bloche e il segretario esecutivo dell’accordo Ramoge Florent Champion; Ft©arvalens
L’esposizione, allestita congiuntamente dagli Archivi Nazionali di Monaco e dal Segretariato esecutivo dell’Accordo Ramoge, in collaborazione con l’Archivio del Palazzo del Principe e l’Istituto audiovisivo di Monaco, rimarrà aperta fino al 30 ottobre 2026.
RAMOGE, UN ACCORDO ALL’AVANGUARDIA

Si tratta di un evento che celebra, dunque, seguendo un criterio cronologico, un accordo che a mezzo secolo dalla sua firma “è ancora all’avanguardia, rimanendo l’unico accordo nel Mediterraneo che coniuga la lotta all’inquinamento e la salvaguardia della biodiversità” oltre a perseguire lo scopo “di sensibilizzare il pubblico verso la protezione del nostro ambiente marino”, come è stato sottolineato anche nel corso della visita per la stampa guidata daI segretario esecutivo dell’accordo Ramoge Florent Champion e dal direttore degli Archivi nazionali di Monaco Michaël Bloche.

Il Principe Ranieri III in una delle immagini della mostra
Firmato il 10 maggio 1976 nella Sala del Trono del Palazzo del Principe su iniziativa del Principe Ranieri III, l’Accordo Ramoge riunisce la Francia, Monaco e l’Italia nella tutela dell’ambiente marino e del litorale di un’area che inizialmente si estendeva da Saint-Raphaël a Genova (RAMOGE infatti prende il nome dalle prime sillabe delle tre città: Saint-Raphaël, Monaco e Genova) per poi essere ampliata dalla foce del Rodano a quella del Magra.
Da Genova a Saint-Raphaël, dunque, attraversando tre stati e seguendo un’intuizione e una consapevolezza sull’importanza della tutela dell’ambiente che oggi è divenuta attuale.

“Da mezzo secolo, questo strumento pionieristico di cooperazione trilaterale – è stato spiegato – porta avanti azioni concrete in materia di biodiversità marina, lotta contro l’inquinamento e sensibilizzazione sulle sfide ambientali del Mediterraneo”. ll Mediterraneo diventa un patrimonio da preservare.
UNA COOPERAZIONE ESEMPLARE TRA ITALIA MONACO E FRANCIA

Ft©arvalens
La mostra, il cui commissario è Michaël Bloche, consente di seguire , attraverso 8 pannelli con documenti d’archivio inediti (alcuni dei quali provenienti dal Palais Princier) fotografie, testimonianze e immagini animate, le tappe principali dello sviluppo di questo ambizioso e lungimirante progetto. “Un Prince visionnaire” è infatti il titolo del primo pannello.
A sottolineare i punti e i momenti salienti dell’accordo che oggi compie 50 anni provvedono anche numerosi articoli di giornale “Le prince Rainier: il faut, entre Gênes et Saint-Raphaël, entreprendre la lutte contre la pollution à tous les niveaux” (Il Principe Ranieri: è necessario, tra Genova e Saint-Raphaël, intraprendere la lotta contro l’inquinamento a tutti i livelli) riporta un articolo dell’epoca. Mentre un altro articolo del giornale Il Secolo XIX, ci riporta nel disastro ambientale della Haven, la petroliera cipriota naufragata davanti a Genova, con un titolo emblematico: “L’incubo della catastrofe”, seguito da “Il governo proclama l’emergenza nazionale per il Mar Ligure”.

Un momento della visita; Ft©arvalens
E le immagini delle sfide affrontate scorrono lungo il percorso espositivo mettendo in evidenza momenti importanti quali la firma di un protocollo d’intesa tra Accordo Ramoge eAccordo Pelagos del 22 marzo 2024. Mentre gli obiettivi e gli scambi di questi 50 anni sono riassunti nel titolo di uno degli ultimi pannelli: “Una cooperazione esemplare per fare fronte alle sfide contemporanee”.
Nell’immagine in apertura: Il Principe Alberto e la Principessa Charlene all’inaugurazione della mostra, in presenza di numerose autorità; Ft©Stephane Danna/Dir.Comm.
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