Polo Universitario Imperiese – Alla Scoperta del Turismo Esperienziale e della Ricchezza Gastronomica ed Artigianale

Polo Universitario Imperiese - In Vacanza alla Scoperta del Turismo Esperienziale e della Ricchezza Gastronomica ed ArtigianaleUmberto Curti

Turismo enogastronomico e turismo esperienziale. La ricerca dell’autenticità e dell’ “esperienzialità”, diventa una modalità ancora più attuale in questo periodo di riapertura e di vacanze che seguono al lockdown causato dall’emergenza globale del coronavirus. 

L’artigianato che si apre al turismo, che racconta aziende del territorio e prodotti.

Perché non ripartire dunque dalle risorse tradizionali, dalla valorizzazione dell’ambiente e delle ricchezze gastronomiche italiane tanto care anche ai vicini francesi? 

“Tutti argomenti – spiegano i docenti Luisa Puppo e Umberto Curti (Welcome Management) – che abbiamo trattato nella IV edizione del “Laboratorio” (turismo esperienziale, artigianato e food) presso il Polo Universitario imperiese nato da un protocollo di intesa fra il Dipartimento di Economia dell’università di Genova (corso scienze del turismo) e CNA Liguria. L’artigianato (filigrana, vetro, ceramica, sedie ecc.) le produzioni agroalimentari e i musei di cultura materiale sono risorse oggi centralissime dentro quell’offerta turistica chiamata, anche in Liguria a sempre maggiori cromature d’esperienzialità”.

Nei prossimi mesi, sempre nell’ambito della IV edizione del “Laboratorio”, un dossier aggregativo unirà 12 mini progetti degli studenti riguardanti alcune aree della Liguria dalle Cinque Terre ai borghi dell’Imperiese.

“Le 12 risorse individuate dagli studenti – spiega ancora Luisa Puppo – riguardano appunto la gastronomia ligure. Prendiamo ad esempio un prodotto come i pansoti (ravioli liguri con un ripieno di erbe), gli studenti devono costruire una mappa visiva con valenze storiche, culturali, organolettiche, sensoriali ed un viaggio (storyboard) del nostro turista attraverso questa risorsa gastronomica. Per esempio chi va in vacanza potrà imparare a fare i pansoti, a raccogliere le erbe con qualcuno che sia competente e glielo insegni, conoscerne la storia eccetera. Sono tutte proposte che giungono in risposta ad una domanda già esistente da parte di un pubblico che in vacanza richiede di andare ad esplorare i luoghi avendo come guida il cibo di qualità, il vino, gli antichi mestieri, le tradizioni. Una sorta di viatico per scoprire lo spirito dei luoghi”.

Un modo di concepire la ricchezza gastronomica nel quale si inerisce anche il Progetto Focaccia San Giorgio portato avanti di recente dall’associazione culturale Genova World (LEGGI SU https://genovaworld.blogspot.com/2020/04/il-progetto-focaccia-di-san-giorgio.html) che ha dato il via ad un’iniziativa la cui “bontà” non si limita certo alla sola ricetta, ma alla storia e alla tradizione che sta dietro agli ingredienti.

Un Concentrato di Eccellenze Liguri

Quest’ultima infatti rappresenta un concentrato di eccellenze liguri da ponente a levante. Gli ingredienti sono selezionati uno ad uno e comprendono:  “le olive taggiasche sott’olio dell’imperiese che regalano l’eleganza di una nota lievemente amarognola – spiega Umberto Curti direttore scientifico di Genova World – le patate di Bardineto nel savonese che regalano la nota dolce. La prescinsêua (cagliata) è un pezzo di storia alimentare genovese (col miele era il breakfast dei contadini) che regala la fresca nota acidula. L’origano che regala la nota aromatica. Le acciughe (omaggio anzitutto a Monterosso) sono in Liguria un “pane del mare” e regalano la nota salata”.

“La focaccia di San Giorgio, infine, conferma la propria genovesità/ligusticità anche nell’abbinamento enologico – riporta il sito di Genova World – sposa magnificamente una Bianchetta della DOC Val Polcevera, ma può “tradirla” – da ponente a levante – per un Vermentino DOC Riviera di Ponente, una Lumassina savonese, un DOC Cinque Terre coi suoi vitigni bosco, albarola e vermentino”.

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