Bianco e Nero, un Viaggio verso la Donna

Bianco e Nero, un Viaggio verso la Donna: le Conseguenze dei Maltrattamenti Verbali, Fisici ed EmotiviFt. Briana Tozour

di Sonila Gruda – Concluse le campagne ed iniziative della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre, il problema dei maltrattamenti fisici o psicologici, resta d’attualità.

Proviamo qui ad analizzarne gli effetti. Gli effetti fisici sono tra i più evidenti, dalla lesione alla morte. La violenza fisica può inoltre portare con sé insonnia, dolore cronico, problemi alla salute, anche nella sfera riproduttiva. Spesso le donne che subiscono violenza domestica hanno un alto tasso di aborti spontanei, anche perché la gravidanza spesso coincide con l’inizio o con un peggioramento della violenza. 

Gli effetti della violenza psicologica sono più difficilmente individuabili, specie ad uno sguardo superficiale, e, al tempo stesso, anche molto difficili da portare con sé. Troviamo depressione, panico, ansie, fobie e stress.

Elementi questi che possono spingere una persona verso il suicidio, persona che, per reggere la situazione nella quale è compressa, sovente inizia ad abusare di sostanze, fra cui spesso spiccano per frequenza: alcool, droghe “leggere” e “pesanti”, ma soprattutto tranquillanti e antidolorifici.

Bianco e Nero, un Viaggio verso la Donna
Sonila Gruda – Genova

Le Donne che Subiscono Violenza Psicologica, si Sentono spesso Fallite

Le donne che non hanno subito direttamente violenza fisica, ma piuttosto psicologica, si sentono spesso fallite e presentano bassa autostima: si sentono impotenti e provano sensazioni di inutilità. Rivivono le situazioni dolorose attraverso flashback di ricordi, cosa che porta con sé difficoltà di concentrazione.

Perdono la fiducia in loro stesse, vedono il comportamento del proprio partner come qualcosa che si meritano, come un qualcosa di cui hanno bisogno per essere educate, perché loro “non capiscono” e quindi devono dipendere dal partner, come se questi fosse una specie di insindacabile “guru”. 

Anche se subiscono un annullamento della loro persona (cosa che è in tutto e per tutto una vera e pesante forma di violenza) il più delle volte non riescono più ad avere una visione anche solo minimamente oggettiva di quello che stanno passando. Incapaci ormai di riconoscere i danni subiti dalla loro persona queste donne non smettono di cadere in un “abisso” in cui verranno sempre più costrette al silenzio o a dover assecondare, come verità assoluta, tutto ciò che il partner afferma. Partner da cui, per “ricompensa”, verranno oltretutto sempre colpevolizzate. Frasi tipiche di queste situazioni sono: “se sei arrivata qui è grazie a me”, “ho annullato tutto per te” .

Anche l’intimidazione è un elemento molto usato nel tentativo di controllare la propria partner, con frasi come:“ti mollo perché questo comportamento non va bene”.

Ci sono delle costanti che vanno considerate in molte situazioni psicologiche per capire se si sta agendo correttamente. E anche nel caso di maltrattamenti di tipo fisico o psicologico queste possono rappresentare una via di uscita. 

La prima è chiedersi se le proprie abitudini sono cambiate. Se la risposta è sì allora bisognerebbe domandarsi se ciò abbia portato ad un benessere psicologico maggiore o inferiore. 

Sono cose difficili da valutare, ci si può porre delle domande come “sono felice?”, “mi sento libera?”, “mi sento giudicata?”, “Ho paura delle reazioni degli altri?”.

Se qualcosa non va queste domande possono spesso darci qualche indizio per iniziare a capirlo.

Un’altra domanda da porsi è “sono isolata?”“ho una serie di persone con cui mi sento libera di parlare e confidarmi, pur non sentendone per forza la necessità costante?”, “quello che posso dire di me lo sento come se potesse essere giudicato male?” Attenzione ai campanelli di allarme. Se la risposta a queste domande è no può dipendere o dalla tossicità della relazione che sto vivendo o dalla negatività delle persone che ho intorno per cui non si deve perdere il collegamento con il proprio benessere, per non trarre conclusioni sbagliate.

Se il peso della situazione subita è troppo elevato è necessario il supporto psicologico di un professionista.

In Viaggio Verso La Donna

Uno slogan per fortuna si sente molto, sempre più spesso: “Basta violenza sulle donne!”. Il problema è come arrivarci. 

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È vero, è necessario un cambiamento radicale perché la violenza è presente a diversi livelli e in diverse forme e siamo talmente abituati ad essa che non tutti ce ne rendiamo conto e ci passiamo sopra senza notare nulla. 

Un solo numero riferito alla realtà odierna per rendere idea di quanto sia diffuso il fenomeno dei maltrattamenti:

Nel periodo marzo giugno 2020, con il lockdown per la pandemia in Italia, le chiamate al numero antiviolenza 1522 secondo l’Istat sono aumentate del 119,6% passando da 6.956 a 15.280.

“Garantire l’Uguaglianza laddove Ancora non C’è”

Giusto cercare di rimediare a un male duro da sopportare, ma ci sono dei ma. Il femminismo è talvolta caduto in banalizzazioni e grandi slogan. Probabilmente, oggi, non bisogna più essere né femministi, né maschilisti.

Non è questione di primeggiare, ma di garantire l’uguaglianza laddove ancora non c’è. La vera rivoluzione si fa a livello educativo, nel cercare di capire quali idee e modi di pensiero trasmettiamo ai nostri figli. Sicuramente le donne dovranno fare la rivoluzione delle idee, cioè del sentirsi libere di esprimerle nella loro vita, da quando sono bambine a quando crescono, senza sentirsi assoggettate o timorose e trovando nella società intorno a loro questa stessa volontà. 

Di donne che hanno portato grandi idee ed esempi ce ne sono state tantissime, ma se ancora oggi questa disuguaglianza condiziona le nostre vite è perché non siamo ancora stati in grado di colorare, con la stesso vigore con cui esaltiamo le idee, gli stili educativi che potrebbero portarci al cambiamento. Né bianco, né nero. Ma un mondo variopinto, con diverse tinte, portate da donne e uomini liberi.

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