Collezionismo di auto: Emmanuel Theux e la passione per la Ford Mustang Cabrio

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Monaco Ford Mustang E Theux 1 Copie 5 Ford Mustang GTA Convertible 67 By Hubert Hainault
La Ford Mustang Cabrio di Emmanuel Theux. Ft©Hubert Hainault
Emmanuel Theux, agente immobiliare che lavora e vive a Monaco, è un appassionato della Ford Mustang, autovettura statunitense nata nel 1964, e macchina di James Bond nel film “Diamonds Are Forever”.
Appena le sue occupazioni glielo consentono si dedica alla manutenzione della sua Ford Mustang Cabrio del 1967, dall’inconfondibile color bordeaux; partecipa agli incontri fra collezionisti “Cars & Coffee” nella piazza del Casinò di Monte Carlo; ai raduni di auto vintage, oltre  a mettere a disposizione la celebre auto made in America per azioni benefiche.
Può capitare, infatti, di vedere la macchina dalle grandi dimensioni e dalle linee agili, muoversi nel Principato, Paese dove il culto delle belle automobili e delle vetture di altri tempi è, com’è noto, ai massimi livelli.
Emmanuel come nasce la passione per le auto d’epoca?

Come tutte le cose importanti è nata quasi per caso. Indotta da un amico innamorato delle macchine e degli aerei della seconda guerra mondiale. Lui viveva 40 anni indietro e mi ha contagiato. Poi con la vita familiare che cominciava non ho più pensato alle vecchie auto, fino a quando a 40 anni non ho comprato una Ford Mustang Cabrio del 1966, un modello rarissimo con un motore speciale. Così ho iniziato a frequentare il Club Mustang Passion, che riunisce i proprietari di queste auto e ho iniziato a leggere libri sulle macchine americane specializzandomi nel periodo dal 1965 al 1970.

La Ford Mustang Cabrio del 1967 utilizzata come VIP car nel circuito del GP di Formula 1.
La Ford Mustang Cabrio utilizzata come VIP car nel circuito del GP di Formula 1. Ft©Hubert Hainault
E qual è la storia della sua attuale Mustang Cabrio, diventata col tempo un’auto cult?
Un giorno un amico mi ha chiamato per farmi vedere un’autovettura in vendita. Siamo andati in una fattoria nei pressi di Avignone dove c’era una Mustang Cabrio del 1967. Guardandola mi sono reso conto che oltre ad avere alcune opzioni di lusso ed essere priva di ruggine, aveva tutte le targhe originali. Era una macchina rara, una vettura export, venduta dalla Ford France, con optional speciali ed il contatore della velocità in chilometri. Mi sono detto “questa è la mia macchina”. Ho dovuto aspettare però due anni poiché all’inizio il proprietario voleva un prezzo doppio rispetto a quello a cui poi l’ha venduta. E poi ho impiegato un ulteriore anno per rifare il motore e restaurare la carrozzeria. Con questo posso dire di conoscere la vettura dall’A alla Z.
Un lavoro grazie al quale ha ricevuto alcuni riconoscimenti
Nel 2014, anno che ha segnato i 50 anni della nascita della Ford Mustang, ho partecipato ad un concorso con 350 macchine da tutta l’Europa a Luc en Provence e ho vinto la sezione 1965/1970 oltre ad aggiudicarmi il “Best of show”, ovvero il premio per la migliore Mustang in assoluto. Mustang & Shelby Magazine mi ha dedicato 6 pagine con un’intervista di Jean Pierre Versini e le fotografie di Hubert Hainault. Gli appassionati di auto d’epoca sono sempre in giro per il mondo, io invece mi limito a partecipare alle manifestazioni più vicine. E’ stata una bella soddisfazione.
E la sua “star” su quattro ruote  è apprezzata anche a Monaco?
Questa macchina in generale attira molta simpatia ed è importante quando si ha un’auto vintage essere a Monaco dove ci sono sicurezza ed educazione. Inoltre sono socio dell’Automobile club de Monaco, nella Sezione Storica. Ma il momento davvero importante per tutti gli appassionati come me è il Gran Premio Storico di Monaco. Ogni due anni, fra l’altro, l’Automobile club mi chiama per far girare alcuni Vip durante gli intervalli e far conoscere loro il circuito del Grand Prix. E poi c’è un’altra cosa che mi ha reso orgoglioso. Ho partecipato a Telethon e all’iniziativa nautica benefica rivolta ai bambini ammalati Les Voiles de l’Espoir. Nell’ambito di quest’ultima abbiamo trasportato i bambini da Monaco a Cannes. Formavamo un corteo di macchine lungo un chilometro e portavo in auto con me un bambino marocchino. La polizia ha bloccato l’autostrada per far passare il nostro convoglio. Ci siamo divertiti tanto. E’ stata una grande emozione per i bambini ammalati e per noi.
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