Il Ritratto del Cane in Salotto, Intervista a Damiana Vianson (le foto)

Il Ritratto del Cane in Salotto, Intervista a Damiana ViansonDamiana Vianson con uno dei suoi modelli a quattro zampe;Ft©DR

di Angela Valenti Durazzo

Immortalare sulla tela lo sguardo e l’espressione unica del proprio cane. Appendere in salotto un quadro che attesti lo speciale legame con l’amico più caro dell’uomo.

Eh sì , perché ogni cane, a prescindere che sia di razza o meno “è un singolo cane ed è proprio lui”. 

A pensarla così facendo coincidere la sensibilità femminile con la passione per la pittura e quella per i cani, è Damiana Vianson, genovese che si è dedicata a ritrarre il fedele amico dell’uomo (e prossimamente anche l’universo dei gatti) al centro dell’esposizione Cani a Pennello realizzata nei mesi scorsi nella boutique Grimaldi di Genova

Il Ritratto del Cane in Salotto, Intervista a Damiana Vianson

Di scatti d’autore, foto profilo con i nostri animali sui social, ritratti canini, quattro zampe divenuti star (vedi Rex, Beethoven, ecc.) ma soprattutto di storie di “amicizia” tra uomo e cane trasformate in quadri, sculture ed oggetti di design, ve ne sono parecchie al giorno d’oggi. Ed anche nel passato il rapporto privilegiato con i propri animali è stato spesso rappresentato nell’arte e protagonista di alcuni capolavori. 

Restando in Liguria possiamo citare un caso antico ed emblematico, quello del cane molosso di Giovanni Andrea I Doria (erede dell’ammiraglio Andrea Doria) ricevuto in dono da Filippo II di Spagna, rappresentato e quasi “umanizzato” in un ritratto nella Villa del Principe a Fassolo (Genova) attribuito ad Alessandro Vaiani. 

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Damiana Vianson come mai hai deciso di dedicarti a ritrarre i cani?

Perché tra uomo e cane c’è un legame unico ed anche se non parliamo la stessa lingua vi è un’intesa ed una comunicazione fatta di sguardi. Ogni cane ha un carattere, una propria indole, una caratteristica peculiare e mille espressioni. Può essere triste, languido, allegro, simpatico, birbone, tenero, coraggioso, intraprendente ecc. Avere un portamento elegante, fiero. Mi dedico quindi principalmente a coglierne l’espressione speciale, l’unicità. Non importa la razza. Importa lui. Per questo ho iniziato per gioco dal mio Todi, che ho adottato anni fa dal canile e poi ho proseguito ritraendo i beniamini degli amici fino a che, sul passaparola, la cerchia si è allargata.

E i tuoi amici hanno riconosciuto dall’espressione, oltreché dalla razza e dall’aspetto, il proprio cane?

Con mia grande sorpresa non hanno avuto dubbi nel riconoscerlo. Nella recente mostra a Genova, pur avendo esposto ritratti di cani spesso di una medesima razza, i padroni hanno individuato il proprio senza esitazione.

Il Ritratto del Cane in Salotto, Intervista a Damiana Vianson

C’è ancora spazio, in quest’epoca in cui col cellulare scattiamo e inviamo foto a ripetizione, per un genere antico ed accurato come il ritratto?

Non mi aspettavo io stessa, in un mondo dominato dalla tecnologia come quello attuale, dove la fotografia ha raggiunto l’apice, che venissero apprezzati quadri con l’effige o il muso del proprio amico a quattro zampe. Ma l’imperfezione della pittura è quello che in definitiva rende l’”animo” del cane. Mila, Fred, Shock, Bella, Tuono, alcuni dei soggetti dei miei acquarelli non sono cani comuni. Polpetta per esempio è un cane da caccia fiero di andare a caccia.

Che poi, notoriamente, i cani spesso ci “assomigliano”…

Si, infatti, spesso risentono del carattere del padrone. Instaurandosi un rapporto simbiotico il cane vuole piacerti e quindi cerca di assomigliarti. Abbiamo molta influenza su di loro. Ed adesso sto occupandomi anche di gatti, l’esposizione si chiamerà “I Gatti in Salotto”.

Quali sono le caratteristiche dei tuoi lavori?

Prediligo dipingere il muso, ma non solo: adesso per esempio sto realizzando una serie di ritratti di cani sulla neve. E ho cominciato anche a disegnarli in bianco e nero. Il monocromatico ha qualcosa, in questo campo, di non ancora visto.

Il Ritratto del Cane in Salotto, Intervista a Damiana Vianson

Con questa attività ti vengono anche richiesti ritratti di cani per compleanni e regali. Quando è nata l’idea di dipingere gli animali domestici?

É nata per gioco, non appena i figli sono diventati grandi. E ci tengo, per certi aspetti, che resti un gioco. Pur amando l’arte ho frequentato il liceo scientifico e mi sono laureata in Farmacia. Da bambina ho sempre avuto la passione per gli animali e la pittura. Ricordo come una vera emozione quando un mio quadro con degli aironi venne esposto in bacheca a scuola. Raggiunti gli “anta” mi sono unita ad alcune amiche che dipingevano e abbiamo frequentato anche corsi di perfezionamento. In questo modo una parte di me che non rientrava nei piani è venuta fuori. Da donna, infatti, dico che bisogna tirare sempre fuori le risorse che si hanno.

Nella foto di apertura Damiana Vianson durante l’inaugurazione della mostra Cani a Pennello

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