Ylli Plaka: il Lungo “Viaggio” da Tirana verso Savona in Cerca dell’Anima Contemporanea della Scultura

Ylli Plaka: il Lungo “Viaggio” da Tirana verso Savona in Cerca dell'Anima Contemporanea della SculturaYlli Plaka nel suo laboratorio a Valleggia (Quiliano) in provincia di Savona

di Angela Valenti Durazzo – Ylli Plaka, le sue sculture, i volti di donna, i tratti distesi come durante un sonno libero e sereno.

Richiamano un “viaggio nell’infinito della materia”, titolo di una delle sue esposizioni savonesi, testimoniato anche nelle opere permanenti installate sul lungomare di Celle Ligure, in provincia di Savona (foto sotto).

Ed il termine viaggio ben si addice alla poetica “veicolo di un messaggio di universalità privo di frontiere e barriere” di questo scultore savonese, di origine albanese, che nella sua arte esprime immagini di due vite diverse, creando un filo che unisce nel pensiero e nelle realizzazioni Tirana e Savona esprimendo, secondo le parole di Vittorio Amedeo Sacco, “un’armonia visionaria, innovativa per certi versi provocatoria”.

Un viaggio, dunque, fatto di tecnica e di anima. Ylli Plaka è nato a Tirana il 4 Gennaio 1966, e in quella città si è diplomato in scultura e ceramica all’Accademia di Belle Arti (seguendo i corsi dello scultore Thoma Thomai).

E’ fuggito in Italia nel 1991 con una delle prime navi che partirono dal porto di Durazzo mentre il regime si disgregava.

Per conoscere questa avventura umana ed artistica non comune abbiamo rivolto alcune domande ad Ylli Plaka.

Ylli Plaka: Opere Permanenti Lungomare Di Celle Ligure (SV)

Ylli Plaka: Opere Permanenti sul Lungomare Di Celle Ligure (SV)

Ylli come é cominciata la sua carriera di scultore in ceramica?

Con la frequentazione del liceo artistico Jordan Misja di Tirana (dall’81 all’84). A quell’epoca vi era solo un liceo artistico in tutta l’Albania. Per accedervi ho dovuto fare un concorso. Sono stato tra i pochissimi a passare la selezione ma, a sorpresa, non nella categoria pittura, nella quale ero versato, ma scultura. Domandai il perché di questa scelta e mi risposero “perché nel tuo disegno prevale la sensibilità alla forma e al colore”.

Intuito degli esaminatori o casualità, Plaka imbocca la strada della scultura. E poi?

Ho iniziato il mio percorso all’Accademia di belle arti dove studiavamo e realizzavamo figure, vasi, oggetti d’arredo, sculture da parco, animali, decorazione, tutto quello insomma che rientra nella ceramica artistica. Ma nulla riguardante gli autori del ‘900 e la scultura contemporanea. L’arte durante il regime non doveva avere influssi occidentali, almeno non contemporanei. E questo faceva sì che non mi esprimessi compiutamente. Ottenuto il diploma in scultura e ceramica all’Accademia fui preso in una fabbrica di Tirana dove si realizzavano, piatti, tazze e servizi per la tavola.

Arriva il ’91 ed il “viaggio” verso l’Italia…

Nel ’91 alcuni amici artisti mi dicono “guarda che a Durazzo stanno scappando con le navi”. Non ci ho pensato due volte, ho preso il treno. Ad un certo punto si è fermato e sono sceso sui binari correndo verso il porto di Durazzo. Lì c’era una nave con 7000 persone. Il mio sogno era l’arte occidentale…Ci siamo arrampicati uno sull’altro per salire. Con i miei amici artisti siamo saliti su un albero della nave perché pensavamo che qualora fosse affondata avremmo avuto più possibilità di salvarci. Il viaggio fino a Bari è durato 16 ore. E poi abbiamo raggiunto Brindisi. Da lì siamo stati distribuiti in tutta Italia e il gruppo di cui facevo parte è stato destinato a Savona.

Un ceramista a Savona e ad un passo da Albissola, il destino sembra averla davvero aiutata al suo arrivo in Italia

Certo! Ceramica, arte, creatività, tanti nuovi stimoli…dopo tre mesi dal mio arrivo ho iniziato a lavorare alla fabbrica Piral di pentole e tegami in coccio, terracotta ecc. Il mio orario era fino alle 13 e nel pomeriggio ho affittato uno studio-laboratorio. La prima mostra personale è stata nel ’93: “Il profilo del pensiero”.

Ylli Plaka: il Lungo “Viaggio” da Tirana verso Savona in Cerca dell'Anima Contemporanea della Scultura

Pensiero, sogni, eclissi, infinito, per rifarci ai temi delle sue esposizioni; ma verso dove guardano le donne ed i volti che Ylli Plaka realizza?

Ognuno di noi ha un’eclissi, qualcosa che gli impedisce di fare quello che vuole. Tutte le donne che realizzo, infatti, sono ancorate alla terra da una pietra, che è la base sulla quale sono scolpite, ma esprimono desiderio di uscire dal guscio, sognano di volare, di viaggiare verso l’infinito. Tutti noi andiamo verso quello che non conosciamo e vorremmo che fosse.

E dei savonesi, degli abitanti della Liguria di Ponente, cosa ne pensa?

I liguri sono gente riservata, rispettosa ed inoltre questa è una zona che stimola la creatività. Per tutti e due i motivi ho scelto di restare a Savona e mio figlio è nato qui.

Sulle ceramiche di Albissola vedi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ceramica_di_Albissola

Per una storia di successo artistico dall’Albania alla Costa Azzurra leggi:

https://monacoitaliamagazine.net/altin-tafilaj-a-cannes-con-la-mia-viola

Ylli Plaka: il Lungo “Viaggio” da Tirana verso Savona in Cerca dell'Anima Contemporanea della Scultura

Barbagianni ed animali, sono tra i soggetti prediletti da Plaka. Nella foto la scultura “Battito Comune”

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