“MI SCUSI, E’ QUI LA FRONTIERA?” UNO SGUARDO OLTRE CONFINE: LA SITUAZIONE MIGRANTI A VENTIMIGLIA

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Gruppi di migranti in una foto scattata prima dell'estate foto©arvalens

Torna alla ribalta, anche sulla scia dell’ondata di arrivi di questi giorni e delle dichiarazioni a livello italiano ed internazionale, la questione dei migranti che giungono a Ventimiglia sperando di varcare il confine con la Francia, da dove vengono rimandati indietro.

Noi stiamo pagando lo scotto quotidiano di un dramma internazionale” aveva ribadito nei mesi scorsi Enrico Ioculano primo cittadino di Ventimiglia.

Il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano

In attesa di sviluppi internazionali (tra cui l’incontro domani a Parigi tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania ed il vertice dei ministri dell’interno di Tallin) le cronache nei giorni scorsi hanno riportato la notizia di un gruppo numeroso di migranti (rimandato indietro dalla forze della gendarmerie francese) che ha tentato di passare il confine attraverso le montagne. A parte questo i migranti, alcuni dei quali non vogliono farsi registrare,  tentano di raggiungere la Francia camminando ai bordi dell’autostrada, in treno o percorrendo a piedi le gallerie dove i conducenti dei treni, nella tratta tra Ventimiglia e Mentone, vivono quotidianamente l’ansia di trovarsi qualcuno davanti all’improvviso in quei tunnel oltre ai quali per molte di queste persone vi è un mondo inaccessibile.  

La sosta “di servizio” a Mentone-Garavan, con controlli da parte delle forze dell’ordine francesi, dei treni che dall’Italia conducono in Francia, è oramai diventata un’abitudine per chi frequenta quella tratta ferroviaria che conduce, turisti, abitanti e lavoratori frontalieri verso Monaco, la Costa Azzurra ed oltre. Come è diventata un’abitudine vedere la polizia nella stazione di Ventimiglia. “E’ qui la frontiera?” Chiedeva ad un poliziotto ieri sera un giovane giunto al binario.

I migranti a Ventimiglia sono ospitati nel centro di assistenza del Parco Roja, gestito dalla Croce Rossa Italiana (circa 350 posti con previsione di arrivare entro breve a 500) ed in numero minore le famiglie, da parecchio tempo a questa parte, alla chiesa delle Gianchette, accolti dal celebre don Rito Alvarez, salito agli onori della cronaca per la sua instancabile opera di solidarietà. A questo si aggiunge il lavoro di volontari, associazioni quali Caritas, Medici senza frontiere ed altre organizzazioni internazionali impegnate sul territorio, oltre al contributo di molta gente comune.

Estate 2015 – striscione presso il valico di confine di Ponte San Ludovico (Ventimiglia) foto©arvalens

Da pochi giorni, inoltre, come recita il comunicato diffuso dal Comune il 30 giugno – “il centro di prima assistenza del parco Roja accoglie anche i minori stranieri non accompagnati. Allo stato attuale sono presenti 10 ragazzi su un totale di 54 posti disponibili; hanno una zona a loro dedicata con mediatori culturali”. L’Assessore Vera Nesci, continua il comunicato, “ha voluto far visita al centro del Parco Roja insieme all’assistente sociale del Comune a pochi giorni dal passaggio del Garante dell’Infanzia Francesco Lalla che aveva espresso rassicurazioni su come vengono accolti i MSNA per confrontarsi con la Croce Rossa su questi primi giorni sperimentali di accoglienza.”

Resta il problema dei migranti accanto al fiume Roja. E la gente di Ventimiglia? “Oramai questa situazione si ripete da un po’ – ci aveva detto il Sindaco Ioculano in previsione dell’aumento degli arrivi dei migranti in estate – e quindi è chiaro a tutti i ventimigliesi che non è un fenomeno voluto da noi, ma è talmente grande che o lo si affronta e lo si gestisce o lo si subisce, non ci sono tante strade”. Sempre il primo cittadino ha respinto nei giorni scorsi la proposta del Vescovo della Diocesi Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta di ospitare i migranti presso il complesso della congregazione dei Frati Maristi.

Gli emigranti ospitati da Don Rito Alvarez parroco della chiesa delle Gianchette (Ventimiglia) – foto d’archivio

“A seguito di un’approfondita riflessione sul possibile impiego del complesso della congregazione dei frati Maristi sono a riferirle che l’amministrazione che rappresento sarebbe favorevole all’utilizzo dello stabile qualora destinato all’accoglienza di persone vulnerabili residenti sul territorio comunale. Su un tale tipo di ipotesi saremmo disponibili a collaborare per ricercare e sostenere bandi di social housing”.

Ed ancora: “Lo sforzo per mantenere l’equilibrio in città è continuo. Le associazioni che operano sul territorio devono incoraggiare le persone migranti ad entrare nel centro di accoglienza dove possono ricevere un’adeguata assistenza e spingerle a non accamparsi in luoghi impropri, dissociandosi da chi passa messaggi sbagliati…”.

Ora anche nella città della Liguria di Ponente la cui economia guarda anche alla Francia ed al Principato (come gli oltre 4000 frontalieri che ogni giorno lavorano a Monte Carlo attestano) si attendono gli sviluppi.

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