Edward Berry, Inglese Illustre a Bordighera, Raccontato da Gisella Merello

Edward Berry, Inglese Illustre a Bordighera, Raccontato da Gisella MerelloEdward e Margaret Berry con la la cognata (archivio Marcus Bicknell) dal sito Clarencebicknell.com

Bordighera, sulla cui rotta si incrociarono nei secoli scorsi stranieri illustri (leggi gli articoli su GARNIER, MONET, BICKNELL, STRATHMORE) che vi giungevano anche per i vantaggi del clima mite sulla salute, annovera tra i personaggi che la frequentarono, e diedero impulso a numerose attività imprenditoriali e culturali, anche Edward Elhanan Berry.

Alla fine del diciannovesimo secolo l’amena località dell’estremo Ponente ligure stava vivendo un momento molto favorevole con un afflusso crescente di stranieri (LEGGI L’ARTICOLO) grazie anche ad un efficiente servizio ferroviario.

A ricostruire la figura di Edward Berry che a Bordighera intraprese, in sintesi, l’attività bancaria, immobiliare, turistica, assicurativa, commerciale, editoriale, ma anche culturale, filantropica e legata alla nascita di nuove istituzioni, è un lavoro della studiosa e scrittrice ligure Gisella Merello di recente apparso sul sito Clarencebicknell.com https://clarencebicknell.com/images/downloads_news/edward_berry_gisella_merello_giugno_2020.pdf

“Il motivo per cui mi piace raccontare la storia di Bordighera – spiega l’autrice – è che questa città ligure ha avuto legami con personaggi stranieri la cui levatura è difficile da immaginare”. 

Edward Elhanan Berry nacque a Kingston in Canada nel 1861, ma visse a Londra fin da bambino in quanto i genitori Ada Bicknell (1831-1911) e Edward Berry (1817-1875) vi fecero ritorno. Tra gli zii materni troviamo Clarence Bicknell, noto botanico, archeologo, esperantista, artista e mecenate, trapiantato a Bordighera dal 1878, dove già nel 1888 creò l’omonimo Museo (tuttora esistente).

In Visita da Zio Clarence

La madre di Berry, quindi, Ada Bicknell era la sorella maggiore di Clarence Bicknell, personaggio il cui segno culturale ed artistico è ancora oggi visibile nella città del Ponente Ligure, anche grazie a mostre ed eventi che ne ricordano la figura

“Dopo aver concluso gli studi superiori alla Whitgift Grammar School di Croydon e quelli accademici in Chimica presso l’University College di Londra – spiega Gisella Merello nella già citata pubblicazione – e aver ottenuto un buon posto di lavoro, nel 1891 Berry fu costretto a trasferirsi per motivi di salute lontano dal Regno Unito. Scelse Bordighera, probabilmente su consiglio dello zio Clarence. Del resto, essendoci già stato in un paio di occasioni, si era sicuramente reso conto dell’atmosfera internazionale che si respirava e delle potenzialità di sviluppo imprenditoriale ancora da sfruttare che, unite ad un clima mite e favorevole alla sua salute, rendevano il luogo attrattivo anche dal punto di vista professionale ed economico”.

Edward arriva, dunque, a Bordighera a 30 anni nel pieno del suo entusiasmo e della voglia di fare. Probabilmente ha subito occasione di conoscere la futura moglie Margaret Serecold, proprio a Bordighera. La consorte è una donna molto attiva e generosa “tanto è vero che padre Viale – racconta Gisella Merello – religioso che molto ha fatto per questa città, la fece chiamare sul suo letto di morte ringraziandola per la benevolenza dimostrata”. 

Casa Berry: il Salotto di Bordighera

Berry si era fatto costruire, nel 1904, una grande villa a Bordighera, Villa Monte Verde, tuttora esistente anche se trasformata in residence, che diventa il luogo di ritrovo di tutta la “colonia” inglese, dove si organizzavano tè e incontri culturali. I coniugi inglesi, infatti, erano dei grandi comunicatori e conoscitori della storia locale. 

“La vasta rete di conoscenze di Berry e della moglie Margaret era coltivata nel corso di ricevimenti ed incontri. La loro residenza era considerata il salotto di Bordighera in quanto accoglieva settimanalmente le maggiori personalità presenti in città, divenendo un polo culturale dove molti intellettuali e filantropi avevano occasione di vedersi”.

Il parco della villa era stato probabilmente progettato dal botanico Ludwig Winter creatore del nucleo iniziale dei giardini Hanbury alla Mortola (Ventimiglia), e comprendeva anche un’ampia pergola. Sui declivi scoscesi e pietrosi cresceva tutto l’anno una grande varietà di fiori. E a proposito dell’amore per la natura i Berry facevano spesso escursioni raccogliendo elementi e dati, tanto che questi con una serie di disegni di amici e parenti diventeranno, dopo la morte di Berry, la prima guida storica artistica della Riviera di Ponente. 

Banchiere, Agente Immobiliare e Proprietario del Journal de Bordighera

Edward Berry olio su tela di H.A.Oliver

Edward a Bordighera intraprese una serie di attività ed impegni lavorativi come quella di “direttore della filiale della Banca Fratelli Asquasciati di Sanremo, la English Bank che ospitava anche la succursale bordigotta della famosa Thomas Cook & Sons, una tra le prime agenzie di viaggi attraverso la quale poteva vendere biglietti per i tragitti ferroviari internazionali in wagon-lits, organizzare spedizioni di merci ecc”. 

“È curioso osservare – si legge nel testo di Gisella Merello – che l’agenzia Cook si sviluppò e si diffuse nel mondo proprio a partire da Leicester, stessa città dove la famiglia d’origine di Berry viveva in quel periodo. Tale coincidenza ci permette di affermare che esisteva un rapporto di conoscenza o di amicizia tra il giovane Edward e l’anziano Thomas Cook (1808-1892) o il di lui figlio John Mason (1834-1899), tale da spingere il primo ad aprire una loro filiale a Bordighera”. 

Oltre a questo Berry era rappresentante dell’agenzia marittima Wheatley & Co. e della società per trasporti transoceanici Pitt & Scott. A fine 1892, diventò titolare anche dell’agenzia immobiliare English Agency for the selling and letting of houses and other property. L’ufficio era nello stesso immobile della English Bank che accoglieva anche una farmacia inglese, come risulta da un’immagine promozionale apparsa nel 1894.

Allo sportello ci si poteva rivolgere per affittare ville dove far soggiornare gli ospiti stranieri e dare risposte a tutte le problematiche di questi ultimi, trasportare dall’estero merci difficilmente reperibili in Italia, trovare appartamenti per la sola stagione invernale o anche acquistare case e terreni per risiedere stabilmente. 

Inoltre il geniale ed instancabile inglese aveva anche un’agenzia che forniva domestici e giardinieri, gestita dalla moglie Margaret dal 1899 al 1909. Il fatto di essere agente immobiliare gli permetterà anche di proporre alla Regina Margherita (sulla cui presenza a Bordighera LEGGI L’ARTICOLO), una serie di prestigiose ville, prima di quella che sarà la sua sede. Infatti, spiega la studiosa bordigotta “la regina madre acquista villa Etelinda dalla contessa Strathmore ma fa costruire nell’immenso parco un’altra villa, villa Regina Margherita mentre Villa Etelinda del grande Charles Garnier viene utilizzata per ospitare la corte”.

I coniugi mostrano quindi una grande intraprendenza e capacità di essere al passo con i tempi, attraverso anche le molte conoscenze che la vita sociale gli consentiva.

Berry, infatti, aiutato da Margaret, fu proprietario e curò il noto periodico Journal de Bordighera dal 1899 al 1902, pubblicazione che, racconta Gisella Merello “usciva da ottobre a maggio, ovvero nel periodo di maggiori presenze nella città dovuto al clima rigido in Gran Bretagna”. 

“Il turismo dell’epoca –spiega ancora non era infatti balneare, ma prevalentemente terapeutico, gli stranieri giungevano spinti dalla ricerca di un clima ideale oltreché dalla bellezza della natura”.

Dal Journal de Bordighera si evidenzia una volta di più l’internazionalità e multiculturalità di questa località in quell’epoca. 

“Il settimanale, ottimo strumento di promozione turistica – recita il testo – nato nella stagione 1882-1883, prevedeva articoli in inglese, francese, italiano e, occasionalmente, anche in tedesco ed esperanto, per soddisfare la multiculturalità dei numerosi ospiti della cittadina. Le notizie riportate spaziavano dagli orari dei treni alle informazioni sugli studi medici, dal resoconto degli eventi mondani e sportivi all’elenco dettagliato degli ospiti negli alberghi e nelle ville private. Il giornale era talmente diffuso e letto dai frequentatori di Bordighera che spesso se lo facevano spedire anche una volta ritornati nelle loro residenze fuori dall’Italia, per continuare ad informarsi sulle novità e sulle trasformazioni della cittadina e per sentirsi parte della coesa comunità straniera che si ritrovava ogni anno a svernare nell’estremo Ponente”. 

La Nascita della Banca Berry e la Presidenza del Primo Circolo di Tennis in Italia

Tornando alla sua attività prevalente Edward Berry, dopo alcuni anni dal suo arrivo, aprì una banca a suo nome, la Banca Berry, appunto, in centro vicino all’attuale stazione.

Clarence Bicknell, zio di Edward Berry
Clarence Bicknell, zio di Edward Berry

Nella banca “lavorava come cassiera anche la cugina di Edward, Nora Bicknell, trasferitasi a Bordighera alla morte del padre. Berry, come agente di viaggio, acquisì negli anni anche la rappresentanza della North German Lloyd, un’importante compagnia tedesca di piroscafi, attiva anche sulle rotte transatlantiche. Stupisce pensare a proposte di lunghi tragitti programmati in un piccolo paese come Bordighera. Tuttavia, grazie al flusso di stranieri ormai abituali, si creò un interesse così forte da avere la necessità di un punto di riferimento in loco delle principali compagnie di trasporto per viaggi intercontinentali ferroviari o marittimi”.

Edward Berry divenne anche il secondo viceconsole del Regno Unito a Bordighera, succedendo a Henry de Burgh Daly. La “colonia” inglese nella città, d’altronde, era talmente importante che questi ruoli erano necessari

Non è tutto:  l’insigne personaggio inglese venne coinvolto in molteplici attività culturali, filantropiche e sportive. Fu presidente nel 1912 del Bordighera Lawn Tennis Club, primo circolo tennistico in Italia, sorto un solo anno dopo quello di Wimbledon, e lo si può annoverare tra coloro che mantennero tale carica più a lungo, ben 10 anni, dal 1912 al 1922 “la cosa curiosa – spiega la scrittrice Bordigotta – è che sebbene abbia rivestito questa carica per 10 anni, non esistono documenti poiché la moglie Margaret non ha conservato questa parte della documentazione delle attività del consorte”.

Si Spegne per una “Fatale Polmonite”

Ed ancora: “in omaggio all’illustre apporto che lo zio diede alla scienza della nostra regione – recita il testo – venne istituito, con il sostegno di numerosi bordigotti e della comunità inglese, il Clarence Bicknell Memorial Fund, Ente Morale creato il 3 luglio 1921. Nel consiglio direttivo di questo comitato troviamo presidente Antonio Zaffagni, vicepresidenti Leopoldo Jung e Edward Berry, tesoriere onorario Arthur Edward Turton e segretaria onoraria Margaret Berry. L’istituzione raccolse e consegnò vari contributi: 10.000 lire all’Ospizio San Giuseppe, orfanatrofio e casa di ricovero per anziani indigenti voluto da padre Giacomo Viale; 3.818 lire da impiegare per l’arredamento del Dispensario Clarence Bicknell (o Ambulatorio Comunale) e 113.700 lire come capitale iniziale all’Istituzione Clarence Bicknell per l’assistenza ad ammalati poveri cedendo, a suo favore, un prestito agevolato in consolidato al 5 % di interesse. Sappiamo inoltre per certo che, in qualità di presidente della Biblioteca Internazionale, Berry ebbe modo di accogliere, la regina madre Margherita in visita il 17 dicembre 1923”.

Quelle fino a qui elencate, rappresentano in sintesi le attività dei coniugi inglesi, contenute nel testo della studiosa Bordigotta.

Edward Berry morì improvvisamente il 29 gennaio 1931 a Roma. “Le ragioni della scomparsa non sono chiarissime, sebbene sul Journal de Bordighera fu annunciata come causata da una fatale polmonite dopo soli dieci giorni di malattia”.

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