
di Angela Valenti Durazzo – Quasi seicento ritratti fotografici del personale ospedaliero, degli operai del cantiere e dei volontari, costituiscono l’opera urbana firmata dall’artista Anthony Alberti (in arte Mr OneTeas), che abbellisce e riveste dal 24 luglio, la gabbia dell’ascensore che collega l’avenue Pastor all’ospedale Princesse Grace di Monaco (CHPG).

ft.©arvalens
Parallelamente un’esposizione di 31 fotografie d’epoca ripercorre la storia di una struttura ospedaliera che mai, fin dai tempi del Principe Ranieri e dal primo colpo di piccone del 1898, ha smesso di crescere.
A inaugurare le due iniziative e l’opera di abbellimento del cantiere del nuovo ospedale Princesse Grace, sono intervenuti nei giorni scorsi Marie-Pierre Gramaglia ministro dell’Ambiente e Didier Gamerdinger, ministro degli Affari Sociali e della Salute del Principato, alla presenza del direttore aggiunto del CHPG Benoite De Sevelinges e del presidente Andrè Garino (nella foto sopra).
“Attraverso queste due realizzazioni artistiche, il Governo del Principe ha voluto dare un respiro positivo al cuore del cantiere del Nuovo Ospedale e mettere in luce gli attori che vivono tale realtà nel quotidiano”, si legge sul comunicato divulgato per l’occasione.
Si veda sullo stesso argomento l’articolo pubblicato su Monaco Italia Magazine
E mentre l’arte fotografica rappresenta solo la parte più visibile dello sforzo operato dalle autorità monegasche per ridurre l’impatto del cantiere, proseguono i lavori iniziati nel 2015, per la realizzazione del NCHPG (Nuovo Centro ospedaliero Princesse Grace) struttura all’avanguardia sotto il profilo architettonico, ecologico e dell’accoglienza, con camere quasi tutte singole e con vista mare, suites e blocchi operatori riuniti su un solo livello.

I Principi Ranieri e Grace di Monaco in una delle 31 fotografie d’epoca che ripercorrono la storia del Centro Ospedaliero Princesse Grace esposte a luglio del 2017 all’esterno dell’ospedale monegasco – ft.©arvalens
Oltre ai macchinari e ai criteri all’avanguardia “sarà un ospedale vivo, con una grande caffetteria per i visitatori, esposizioni d’arte, una passeggiata panoramica aperta anche alla popolazione, un servizio di ristorazione, una concezione ecologica, sulla base della certificazione “faible impact environnemental”, un basso impatto energetico e molto altro ancora”, ci aveva infatti spiegato in una recente intervista Benoite De Sevelinges.
Foto in apertura;©Dir.Comm.
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